ANCORA SFOLLATI A UN ANNO DALLA FRANA

Un anno dopo, lo squarcio sono ancora evidenti ad Ardesio, oltre le reti posizionate per impedire l’accesso, segni delle prime operazioni di messa in sicurezza, lungo il tratto di abitato che alle 6.50 del 5 aprile dello scorso anno, venne travolto da una violenta ondata di acqua, fango, alberi e detriti, a seguito della lacerazione del canale di adduzione Enel, lungo 4 km, diretto alla centrale di Ludrigno. Ad essere travolte dall’ondata violenta le abitazioni di via Alpini, via Monte Secco, via Piemonte, via Carpignolo, sul versante della montagna rivolta verso il centro abitato di Ardesio. Fortuna vuole non si registrassero vittime né feriti, ma ben 71 persone, furono costrette a lasciare le proprie abitazioni. Ad oggi sono ancora due le famiglie sfollate, costrette loro malgrado ad andare a vivere in paese. “Sarebbe bello, afferma il parroco don Antonio Locatelli, che, dopo un anno, qualcuno si svegliasse perché queste due famiglie possano tornare”. Amareggiato, Yvan Caccia, sindaco di Ardesio, per il comportamento adottato ultimamente da Enel: “All’inizio pareva dovessero sistemare tutto loro, ora invece sostengono che i danni li ha causati l’acqua e che, dunque, il Comune doveva affidare approfondimenti a un geologo”. Per l’accertamento delle responsabilità Enel Green Power rimanda agli esiti delle indagini e sottolinea che, “senza riconoscere alcuna responsabilità riguardo all’evento e in attesa della conclusione degli accertamenti, l’azienda s’è resa disponibile sin dal principio a supportare la comunità locale per far fronte alle necessità primarie e istanze manifestate dai cittadini in un continuo dialogo con le istituzioni locali”.

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