Sgominata la baby gang delle rapine

Bullizzavano, molestavano e minacciavano coetanei per rubargli scarpe e indumenti, cellulari e borse. Qualcuno è stato picchiato, qualcun altro minacciato con armi. Hanno imbrattato il sagrato della chiesa di Sarezzo e di Villa Carcina e lasciato scritte ingiuriose fuori dalla scuola. Sette componenti (sono tutti maggiorenni) una baby gang valtrumplina che si firmava “Villa Carcina 069 al comando” sono stati condannati, dopo l'arresto nel settembre del 2024, a pene fra i 2 e gli 8 anni. Per altri otto giovanissimi componenti la banda – che hanno fra i 17 e i 19 anni ma che erano tutti minorenni all'epoca dei fatti – sono scattate questo lunedì 15 dicembre le misure cautelari in comunità o ai domiciliari. Sono accusati a vario titolo di rapine, estorsioni, minacce, furti, atti persecutori, porto di armi o oggetti atti ad offendere. I reati sono stati commessi tra il settembre 2022 ed il marzo di quest'anno nei comuni di Villa Carcina, Sarezzo e Concesio. Il blitz dei carabinieri è scattato all'alba di questo lunedì proprio in questi comuni. Vi hanno partecipato i militari della compagnia di Gardone Valtrompia con personale del comando provinciale di Brescia e del Nucleo Cinofili di Castelnovo Lecco. Contestualmente sono state eseguite ulteriori 17 perquisizioni delegate dalla locale Procura per i minorenni nei confronti di altrettanti indagati tra i 15 e i 20 anni (3 minorenni e 14 maggiorenni), tutti indagati per gli stessi reati. Le misure cautelari sono state emesse dal GIP del tribunale di Brescia e completano l'indagine che, come detto, aveva portato, nel settembre del 2024 ad altre sette misure cautelari e alle successive condanne. Le indagini sono stati condotte dai carabinieri della stazione di Villa Carcina e sono partite dopo alcuni episodi di rapine ed aggressioni a giovani e giovanissimi fra la media e la bassa Valle Trompia. Nello specifico i militari erano intervenuti in un bar di Sarezzo dopo un tentativo di rapina ai danni di un ragazzino da parte di alcuni componenti del gruppo. Proprio la vittima aveva detto di aver paura di ritorsioni e non voleva denunciare i fatti. I carabinieri hanno però avviato accertamenti e hanno ricostruito altri colpi messi a segno dalla baby gang. Le dichiarazioni dei testimoni, l'analisi delle videocamere di sorveglianza e dei telefoni hanno permesso di individuare i responsabili dei fatti.

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