Avvocato indagato, raccoglieva fondi per Hamas
Ha sede in via Garibaldi, in pieno centro a Bergamo, una delle associazioni che sarebbero state costituite per inviare fondi ad Hamas. Emerge dalle carte dell’inchiesta di Genova, con i finanzieri e gli agenti della Digos partiti dal capoluogo ligure per perquisire, ieri mattina, la casa a Verdello dell’avvocato Mohamed Ryah, 36 anni, origini marocchine. È tra gli indagati (non sottoposto a misure cautelari). Per lui l’accusa è di avere aiutato il gruppo legato al presidente dell’associazione palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, in carcere con altre nove persone, a gestire i soldi raccolti dalle offerte delle moschee. La rete è stata ricostruita nell’indagine portata avanti con la Digos e il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Genova, oltre che con gli uomini del Nucleo speciale della polizia valutaria della stessa Gdf. Agenti e finanzieri hanno passato al setaccio la sua casa a Verdello, sequestrando computer e altro materiale informatico che ora sarà analizzato. “Non abbiamo nulla da dichiarare”, è stata la ferma risposta di Nabil Ryah, fratello maggiore di Mohamed, anche lui avvocato. Il nome di Ryah è legato a due associazioni, La Cupola d’Oro e La Palma, che sarebbero state create allo scopo di convogliare i fondi che arrivavano dall’elemosina dei fedeli islamici. Fondi che poi, in contanti o attraverso operazioni bancarie, sarebbero stati inviati in Palestina a realtà legate ad Hamas e al suo braccio armato. A gestire i trasferimenti nelle retrovie sarebbe stato il presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, architetto di Genova, al centro delle accuse e ora in cella. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca per un totale di 8 milioni e 100 mila euro.
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