Delitto di Taleggio: fermato un tunisino
Svolta nell’indagine sul delitto di Taleggio. Nella serata del 6 gennaio i carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo hanno fermato un uomo di 53 anni, cittadino tunisino residente a Verdellino, ritenuto responsabile della morte di Hassan Saber Qamer Ahmed Matrid, il 43enne di origini egiziane trovato senza vita lunedì mattina in una piazzola lungo la provinciale. I due si conoscevano per motivi di lavoro: saltuariamente svolgevano insieme piccoli interventi edili. Proprio da qui sono partite le indagini, che nelle ultime ore hanno subito una forte accelerazione grazie all’analisi incrociata dei tabulati telefonici, delle immagini delle telecamere di sorveglianza e dei sistemi di lettura targhe. Gli investigatori sono riusciti così a individuare il furgone utilizzato per trasportare il corpo e a stabilire l’orario dell’abbandono, tra le 5.57 e le 6.15 del 5 gennaio. Il mezzo è risultato di proprietà dell’uomo fermato. Secondo la ricostruzione, la vittima e l’indagato si sarebbero incontrati nell’abitazione di quest’ultimo, a Verdellino, già dalla mattina del 4 gennaio. Poche ore dopo, l’uomo avrebbe lasciato la casa alla guida del proprio furgone: a bordo, secondo gli inquirenti, c’era già il corpo senza vita dell’egiziano. Sentito più volte, il 53enne ha fornito versioni tra loro discordanti. Avrebbe parlato di una caduta accidentale in casa, ma le incongruenze emerse e il tentativo di occultamento del cadavere hanno portato la Procura a disporre il fermo. L’uomo si trova ora nel carcere di Bergamo, in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Intanto si attendono i risultati dell’autopsia – prevista per venerdì - che dovrà chiarire le cause esatte della morte.
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