Il bilancio dei carabinieri forestali di Brescia
Un anno di attività intensa e risultati senza precedenti per il Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia. Il bilancio operativo del 2025 si chiude con un dato che colpisce: circa 9 milioni di euro di sanzioni amministrative, un importo dieci volte superiore rispetto all’anno precedente. Un incremento legato a controlli mirati nei settori più delicati per la tutela ambientale: cave, vincolo idrogeologico e gestione dei rifiuti. Nel corso dell’anno sono stati effettuati oltre 10.000 controlli sul territorio provinciale, grazie al lavoro dei 18 Nuclei Forestali e alla costante collaborazione con l’Arma territoriale. Un’attività capillare che ha portato alla scoperta di circa mille violazioni sostanziali, tra illeciti amministrativi e denunce penali: in pratica, un controllo su dieci ha fatto emergere irregolarità rilevanti. Dai dati emerge con chiarezza anche il ruolo del mondo imprenditoriale nei casi più gravi. Tra le 466 persone denunciate, un terzo sono titolari o rappresentanti legali di aziende. Lo stesso vale sul fronte amministrativo, dove su 595 sanzionati, oltre 160 appartengono al contesto d’impresa. Il cuore dell’attività ha riguardato la tutela del territorio, con oltre 5 milioni di euro di sanzioni. Spiccano i casi delle cave di Montirone e Zone, ma anche l’operazione condotta a Ghedi, che ha interrotto un presunto traffico illecito di 250 mila tonnellate di rifiuti vegetali contaminati. Infine, l’impegno per la biodiversità: 103 denunce per bracconaggio nell’ambito dell’operazione “Pettirosso”, a conferma di una presenza costante nelle valli bresciane per difendere fauna e ambiente.
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