Difesa dell'uomo e dell'ambiente
Un bracconiere è stato sorpreso in Alta Valle Camonica mentre svolgeva attività venatoria con carabina munita di silenziatore artigianale e senza autorizzazione: è solo l’ultimo degli interventi effettuati dal Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale di Brescia che, per l'anno 2025, delinea un quadro di forte impegno sul territorio, caratterizzato da un equilibrio tra vigilanza venatoria, gestione delle emergenze sanitarie, come la peste suina africana e la febbre del Nilo che colpisce l'avifauna con pesante ricaduta anche sulla salute dell'uomo. L'attività di contrasto agli illeciti ha portato a risultati significativi sia in ambito penale che amministrativo con 43 persone denunciate all'Autorità Giudiziaria per reati di varia natura. 362 verbali amministrativi elevati nel settore della caccia, 145 verbali amministrativi elevati nel settore della pesca. De segnalare che una decina di ungulati, predati illecitamente, sono stati sequestrati. Il 2025 è stato anche un anno cruciale per il controllo delle specie invasive e la prevenzione sanitaria delle epizoozie, quali la Peste suina africana, per la quale sono stati abbattuti 208 cinghiali, mentre 500 corvidi sono stati abbattuti per limitare la diffusione del virus della febbre del Nilo, oltre a 17.740 piccioni per tutelare l'agricoltura, come previsto dallo specifico Decreto regionale. Sono stati soccorsi oltre 2000 animali feriti, principalmente ungulati e rapaci diurni e notturni, ma anche avifauna in difficoltà, consegnata ai CRAS di Valpredina e Paspardo. Infine è stata svolta attività di coordinamento e controllo con le amministrazioni comunali per il monitoraggio ed il contenimento delle nutrie. Il nucleo ittico-venatorio della Polizia provinciale di Brescia ha svolto anche una corposa raccolta di dati riguardanti la gestione dei conflitti tra uomo e fauna, mentre sono stati rilevati 17 incidenti causati da fauna selvatica (cervi, caprioli, daini, cinghiali e lupi). In tema di monitoraggio, sono stati effettuati 120 rilievi per il rilascio delle autorizzazioni degli appostamenti fissi di caccia e censite popolazioni di ungulati, lepri e della tipica fauna alpina di montagna, propedeutici al Decreto autorizzativo dei Piani di abbattimento per l’attività venatoria. Un argomento molto sentito da chi frequenta boschi, vallate, monti bresciani riguarda i grandi carnivori, con interventi su 36 casi di predazione di animali d’allevamento, dato fondamentale per la gestione della convivenza con il lupo e l'orso sul territorio bresciano. Molto importante è stata, poi, l'attività di controllo e bonifica del territorio con l'unità cinofila antiveleno. Significativi anche i controlli in materia di pesca svolti dagli Agenti, sui tre laghi bresciani e lungo le aste dei principali fiumi e rogge, in particolare nelle semine ittiche e recuperi di pesci in difficoltà, coordinando la cattura di esemplari riproduttori (coregone, luccio, carpione, tinca e cavedano) destinati agli incubatoi ittici di Desenzano e Iseo. Il bilancio del 2025, steso con attenzione ed una messe importante di dati oggettivi, conferma che il Nucleo ittico-venatorio, guidato da Gianluca Cominini, responsabile nucleo ittico Venatorio e vice comandante della Polizia provinciale, è un presidio indispensabile per la gestione della biodiversità e della sicurezza rurale in una provincia vasta e complessa come quella di Brescia, come affermato con orgoglio anche da Dario Saleri Comandante provinciale del corpo. Il nucleo ittico venatorio della Polizia provinciale bresciana comprende un organico ridotto di soli 32 uomini, peraltro ben formati e con alta professionalità.
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