Emergenza carcere a Bergamo

“La situazione che vive il carcere di Bergamo è come ormai risaputo, da tempo insostenibile. I continui fatti di cronaca, sempre più allarmanti, il sovraffollamento che arriva ormai quasi a superare il doppio dei posti regolamentari, il forte sottodimensionamento degli agenti penitenziari così come del personale educativo e amministrativo, non permettono altre attese. E’ necessario affrontare l’emergenza con decisione e responsabilità. Nelle carceri di oggi si registra una crescente presenza di giovani con problematiche comportamentali sia dovute all’esperienza detentiva sia alcuni a problematiche di salute mentale o di dipendenza. Si tratta di situazioni che richiedono un sostegno specifico, continuativo e una struttura in grado di iniziare a dare risposte concrete a queste complessità. Così come riporta L’articolo 27 “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Un chiaro invito allo Stato e tutte le istituzioni locali, a fare la propria parte perché quella funzione rieducativa non resti solo un principio scritto, ma diventi realtà concreta. Le esperienze maturate in collaborazione con l’associazione Carcere e Territorio, con le realtà sociali e del volontariato bergamasco, dimostrano che offrire una possibilità reale di reinserimento significa prevenire la recidiva, ridurre la marginalità e rendere la comunità più sicura e coesa. Per queste ragioni la sindaca di Bergamo Elena Carnevali chiede al Governo e al Ministero della Giustizia di intervenire con urgenza per colmare le carenze di organico - dalla Polizia penitenziaria, a cui va garantita la sicurezza personale, agli educatori, al personale sanitario e amministrativo -, e di investire in modo strutturale nelle misure alternative. Perché il grado di civiltà di una comunità, come ricordava Norberto Bobbio, si misura anche dal modo in cui si tratta chi ha sbagliato”.

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