Bullismo, i primi casi a 7 anni
I dati diffusi dalla Rete provinciale per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, resi noti in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo, che cade sabato 7 febbraio, parlano chiaro: i primi casi di bullismo, sia come vittime che come autori, si registrano già tra giovanissimi di soli 7 – 8 anni. Coinvolti circa uno studente bergamasco su cinque di età compresa tra i 7 e i 16 anni. Il bullismo emerge come risposta distorta a insicurezze, bisogno di affermazione e ricerca di riconoscimento all’interno del gruppo dei pari e di un mondo che cambia continuamente. Alla base c’è una crescente fragilità emotiva e paura dell’isolamento sociale. La Rete provinciale svolge un lavoro di sensibilizzazione fin dai più piccoli. Cinque sono i team emergenziali presenti sul territorio. «Uno degli obiettivi chiave della Rete aggiornata è la costituzione di cinque team emergenziali antibullismo sul territorio, come illustrato da Ilenia Fontana, referente dell’area Bullismo dell’Ufficio scolastico territoriale che coordina la Rete. La fascia più emergenziale resta quella degli anni che attraversano la scuola secondaria di primo grado, con atteggiamenti però molto precoci sin dai primi anni della scuola primaria con forme di bullismo sempre meno convenzionali, ma più subdole, legate al mondo dei social. Ogni giorno in molte scuole si verificano episodi di bullismo e cyberbullismo. Con l’abbassamento dell’età è anche cambiato il bullismo legandosi ad altri casi di fragilità: la solitudine di tanti ragazzi e la povertà educativa causata dalla mancanza di figure di riferimento. Ci sono tanti adulti a cui i ragazzi si ispirano, ma non sono più quelli tradizionali, come genitori o professori, ma tante persone diverse che non sanno, in fondo, guidarli, creando così una forte confusione di ruoli”, come ricordato da Giovanna Fidone delle Politiche sociali della Provincia di Bergamo.
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