La giornata della memoria ad Angone
Il 10 febbraio di ogni anno ricorda i massacri delle foibe e l'esodo giuliano dalmata: la giornata è stata istituita con la legge 30 marzo 2024 n.92, e vuole "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale". In Valle Camonica ci sono centinaia di monumenti che ricordano le vittime delle guerre, ma solo 3 ricordano i circa 300 innocenti, tra cui donne, bambini, anziani, infoibati negli inghiottitoti del Carso, legati come carne da macello e gettati nelle forre ancora vivi. I tre monumenti si trovano a Pisogne, a Costa Volpino e, quello più recente, ad Angone dove 7 anni fa il Gruppo Alpini, seguendo come sempre quel filo impercettibile della memoria che porta a tornare là dove si sono perse persone care, trovò le tracce di un loro compaesano, esule fiumano, creando anche una solida amicizia con gli alpini del Carso. Il fare memoria per chi ha ricordi vivi e riannodare i fili di memorie e percorsi della storia, quella grande così come quella che si vuol dimenticare, aiuta chi cresce oggi ad avere coscienza dei fatti accaduti, crea il presupposto perché nessun possa dire “io non sapevo” e forma la coscienza viva della pace. Al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia o nelle province dell'attuale confine orientale tra l'8 settembre 1943, data dell'annuncio dell'entrata in vigore dell'armistizio di Cassibile, e il 10 febbraio 1947, giorno della firma dei trattati di pace di Parigi. che assegnava alla Jugoslavia l'Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell'Italia.
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