Terrorismo islamico: nuove accuse per il 24enne egiziano
Non era solo un lupo solitario, che propagandava ed esaltava l’organizzazione terroristica di stampo fondamentalista Islamic State, ma era un membro attivo della stessa. Le indagini svolte dal suo arresto, nell’ottobre del 2024, fino ad oggi, avrebbero svelato una partecipazione attiva e così le accuse nei confronti dell’egiziano 24enne, pizzaiolo di casa ad Azzano nella bergamasca, finito nelle indagini della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/UCIGOS e della DIGOS di Brescia e di Bergamo, si sono aggravate. Dall’apologia di delitti aggravata dalle finalità terroristiche, accusa per cui era stato arrestato in seguito all’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Brescia, si è passati all’accusa di partecipazione nell’associazione terroristica di stampo jihadista “Islamic State Khorasan Province (ISKP)”, la branca regionale dell’ISIS attiva principalmente in Afghanistan, Pakistan e Asia centrale A notificare l’ordinanza, la Polizia di Stato nelle scorse ore. A mettere in allerta gli inquirenti era stata l’AISE, Agenzia informazioni e sicurezza esterna e dai controlli era emerso che il giovane sui social network e alcuni network virtuali, manifestava interesse per tematiche jihadiste, condivideva e esaltava i contenuti di organizzazioni terroristiche come Islamic State, Jihad Islamico Palestinese e la pratica del martirio. A fare scattare l’arresto seguito dalla condanna in primo grado, la volontà del giovane, secondo gli inquirenti, di passare all’azione per punire gli infedeli, ovvero i cristiani, attraverso un attacco terroristico nella chiesa di S.Alessandro in Colonna in centro a Bergamo. Le indagini della Digos di Brescia per ricostruire i contatti dell’egiziano sono proseguite attraverso anche l’analisi forense dei dispositivi sequestrati e così sarebbe emerso che il giovane non era un lupo solitario ma era in contatto con altre persone che progettavano attacchi e che erano presenti in un gruppo di messaggistica istantanea chiamato I Pericolosi d’Egitto e in una associazione terroristica correlata. Secondo le indagini, il giovane, quale partecipe del gruppo “I pericolosi d’Egitto”, pianificava attentati terroristici prendendo di mira Stadi e luoghi di culto, progettava di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico, provvedeva al suo auto-addestramento consultando siti internet per la creazione di esplosivi e condivideva video riguardanti l’utilizzo di kalashnikov e combattimenti.
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