Valbondione, strascichi dopo la crisi
Strascichi della crisi amministrativa a Valbondione. Dopo le dimissioni contestuali di sei consiglieri comunali, che hanno portato alla caduta del sindaco Walter Semperboni, il confronto politico non si spegne. L'ormai ex assessore ai servizi sociali Dario Fusé, tra gli esponenti della maggioranza che hanno lasciato, spiega le ragioni della scelta. "La spinta del gruppo di maggioranza - afferma - si era un po' persa con il tempo, per svariati motivi, legati anche agli impegni dei singoli. La sensazione mia è stata quella che a un certo punto fossimo fermi con le quattro frecce". A Fusè non sono piaciute anche alcune dichiarazioni rilasciate da Semperboni ai media locali dopo l'apertura della crisi. "Non condivido le considerazioni del nostro sindaco, che ritiene di essere stato lasciato solo e che qualcuno di noi remasse contro. Ci sono atti di Giunta e di Consiglio che dimostrano l'esatto contrario: le nostre presenze c'erano e i voti erano sempre compatti, allineati". L'ex sindaco parla di una crisi che era nell'aria e respinge l'idea di un comune rimasto in stallo. "Il paese non era fermo. C'erano vari lavori ancora in corso. Io le dimissioni non le avrei mai date, anche perché credo di aver lavorato bene". Semperboni non si arrende e conferma l'intenzione di ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative. "Fra un anno mi ripresenterò, però con gente che capisca che per amministrare un bel paese come Valbondione c'è bisogno di tempo. Si possono fare discussioni, ma credo che le dimissioni siano l'ultima cosa da dare".
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