Bruciata la vecchia
E' stata processata e poi condannata. La Vecchia è stata quindi, anche quest'anno, data alle fiamme. Accusata di tutte le disgrazie accadute alla comunità durante l'anno, è stata messa al rogo. A bruciare, sul prato dell'ex Convento di via Quarterni, un fantoccio alto più di sette metri. Ed è così che a Darfo Boario Terme come in molti altri paese delle nostre valli si è rinnovata un'antica tradizione popolare, particolarmente radicata nel nord Italia, in Lombardia e in Veneto, spesso praticata nel giovedì di metà quaresima, per concedere una pausa festosa al rigore penitenziale. Il processo, i capi d'accusa, la sentenza e poi il grande rogo, tra gli applausi e lo stupore della folla che scaccia i mali dell'inverno e si prepara ad accogliere la primavera. La tradizione infatti ha radici pagane e contadine, legate ai cicli della natura e della purificazione. La "vecchia" personifica la stagione fredda e sterile che muore per lasciare spazio alla rinascita della natura. Bruciare il fantoccio simboleggia l'eliminazione dei mali, delle sofferenze e delle sventure dell'anno passato e in molte comunità, la direzione del fumo e delle scintille del falò viene osservata per trarre auspici sul raccolto e sul futuro.
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