Sfuma rapimento a Osio Sotto
È entrato nello spogliatoio e ha indicato un bambino di 8 anni dicendo di essere un amico di famiglia e di essere giunto a prenderlo. Solo che il pensionato che ora fa l’allenatore, per 20anni aveva vestito la divisa di carabiniere, fiutando subito l’intenzione del pachistano di 29 anni abitante a Dalmine, Ivano Pontoglio allenatore 69enne invita l’uomo a non entrare negli spogliatoi e di aspettare fuori. Lui insiste e viene invitato a uscire. Insospettito perché i genitori e i parenti li conosce tutti essendo residente in paese, chiede al bambino se lo conosce e lui per ben due volte no. Pontoglio esce a controllare e scopre che l’uomo è entrato nello spogliatoio a fianco. Si rivolge a lui chiedendo cosa volesse, ricevendo risposte diverse, fino a ripetere di essersi sbagliato. Nel frattempo giungono gli altri allenatori, lui cerca di scappare ma viene bloccato. Nel frattempo una pattuglia di carabinieri. In caserma i racconti del pachistano, regolare e senza precedenti, sono anche meno coerenti, ha sostenuto infatti di avere aperto la porta degli spogliatoi come tappa di un gioco. Il giudice ne sottolinea la personalità disturbata. Ora si trova in carcere in via Gleno a Bergamo con la pesante accusa di tentato sequestro aggravato dal fatto che la vittima ha meno di 14 anni. Cresce giustamente tra i residenti la preoccupazione per l’ accaduto, ma allo stesso tempo resta il senso di sicurezza e la soddisfazione per il lavoro dello staff delle squadre di calcio, sempre attento a gestire ingresso e uscita dei ragazzi e a riconsegnarli alle famiglie.
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