Fondi per la latitanza di Messina Denaro nascosti anche a Brescia
I Carabinieri del ROS di Brescia, Milano e Roma, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, stanno ricostruendo le tappe e gli appoggi della latitanza di Matteo Messina Denaro, storico capo di Cosa Nostra arrestato a Palermo nel 2023. Le indagini hanno portato nelle scorse ore al sequestro di beni e conti bancari per un valore complessivo di circa 500mila euro, riconducibili all'architetto 53enne Massimo Gentile, già condannato a 10 anni per associazione mafiosa. Secondo l'accusa, Gentile avrebbe prestato la propria identità al boss negli ultimi dieci anni della sua latitanza, permettendogli di acquistare e assicurare veicoli, gestire conti correnti, utilizzare carte di credito e debito e condurre liberamente l'attività criminale. Tra le operazioni riconducibili a questo sistema figurano l'apertura di un conto corrente presso un istituto bancario della provincia di Brescia e l'attivazione di carte di credito collegate. Sul conto al momento del sequestro non erano presenti grosse somme, ma i Carabinieri hanno acquisito tutta la documentazione per ricostruire i movimenti di denaro nel tempo. La moglie di Gentile risulta coinvolta nell'acquisto di beni immobili a Milano con somme incompatibili con il reddito della coppia.
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