L’Ato camuno visto da Brescia

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Acquedotti, fognature, depurazione: chi programmerà e controllerà il servizio idrico in Val Camonica? È questa la domanda al centro di un percorso avviato negli anni scorsi, che ora si avvicina a un momento decisivo. L'obiettivo è creare un Ambito territoriale ottimale, l’Ato, dedicato esclusivamente alla valle. Un ente che si occupi di pianificare tariffe, investimenti e qualità del servizio in Val Camonica. I 40 Comuni devono decidere se aderire entro la fine di aprile. Dovranno poi esprimersi la Regione e Arera - l’Autorià che regola e controlla i servizi di energia, gas, acqua e rifiuti in Italia. Sul processo in atto abbiamo chiesto l’opinione di Paolo Bonardi, presidente dell’Ufficio d’ambito di Brescia, a cui al momento appartengono i Comuni della Val Camonica. “Sul tema non possiamo esprimerci più di tanto perché la palla non è nelle nostre mani – sottolinea Bonardi -. Penso che sulla base del Pef, il piano economico finanziario del futuro Ato, Regione Lombardia dovrà fare dei grossi ragionamenti perché considerate le criticità del settore idrico in valle, ci sarà bisogno nei prossimi anni di ingentissimi investimenti per raggiungere gli standard di qualità necessari. Quindi, il percorso dovrà essere vagliato molto attentamente dall'assessore Sertori e dalla struttura di Regione".

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