La mamma di Pamela: "Restituisci mia figlia"

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Chi ha profanato la tomba di Pamela Genini è qualcosa di diverso da un assassino. È qualcuno senza scrupoli e timore di entrare nel cimitero di Strozza con il buio pesto e fare tutto quello che ha fatto. Accanto al Nucleo investigativo di Bergamo, il Reparto analisi criminologiche sta tracciando il profilo psicologico di chi ha violato il cadavere di Pamela. C’è molto riserbo sulle indagini, coordinate dal pm Giancarlo Mancusi, ma qualche spunto potrebbe arrivare anche da questo tipo di profilatura. A un mese dalla scoperta della profanazione, il 23 marzo, i carabinieri hanno lavorato parecchio e su diversi fronti, scartandone già alcuni. “Fatti venire un rimorso di coscienza e restituiscici Pamela, per darle una degna sepoltura”, questo l’appello lanciato della mamma, convinti che il vile gesto sia opera di una persona che la voleva a tutti i costi. I soldi c’entrano? Chi li dava a chi? Prestiti o regali? Soprattutto, se anche fosse, come si collegherebbero alla decapitazione del cadavere? Sui 400 mila euro, la mamma di Pamela dice che «non è vero nulla». E che non sa della cassetta di sicurezza: «Lui come fa a saperlo?». Per ora la madre non ha accesso al conto della figlia, servono prima le pratiche della successione. il 4 giugno inizia il processo a Soncin. «Se ci sarò? Non so. Penso che andrò, ma starò molto male», afferma la madre.

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