Nuove minacce dopo il duplice omicidio di Covo
Proseguono le segnalazioni di minacce di morte ai danni agli attivisti del Khalistan referendum dopo il duplice omicidio avvenuto il 17 aprile al Tempio Sikh di Covo. Nei giorni successivi al delitto due attivisti del Khalistan Referendum avevano già denunciato di aver ricevuto telefonate e messaggi intimidatori dopo la pubblicazione sui social di un post di cordoglio e commento sull’accaduto. Sulla vicenda erano state presentate denunce ai carabinieri. Minacce che, come confermato da uno degli attivisti coinvolti, proseguono dopo la pubblicazione di altri contenuti online. “I post – spiega – sono stati pubblicati per smascherare la violenza transnational indiana in Italia e negli stati occidentali. Non, quindi, contro chiunque. Il 23 aprile abbiamo pubblicato un altro post sui social che riguarda un audio di un console indiano del consolato di Milano il quale minaccia gli attivisti del Khalistan Referendum. Poche ore dopo abbiamo ricevuto altre chiamate su WhatsApp che ci chiedevano spiegazioni riguardo l’ultimo post e quello precedente, del 18 aprile, relativo all’indipendenza del Punjab”. “Abbiamo spiegato – aggiunge l’attivista – che il contenuto corrispondeva alla verità e che non abbiamo scritto male di nessuno. Dopodiché ci hanno detto di togliere gli ultimi post dal social e dopo il nostro rifiuto sono iniziate le minacce di morte. La nostra lotta, prosegue, è contro lo Stato indiano: vogliamo liberare il Punjab utilizzando mezzi democratici. Se dovessimo essere assassinati, la responsabilità ricadrebbe sullo Stato indiano”. Le indagini dei carabinieri proseguono per verificare quanto denunciato e ricostruire l’origine delle intimidazioni.
Commenti
Nessun commento è stato ancora pubblicato.
Condividi la tua opinione qui sotto!