Turismo record in Bergamasca

Bergamo infrange nuovi record sul turismo. Stando ai numeri del primo trimestre del 2026, IL 2026 potrebbe proseguire sulla scia del precedente che ha fatto segnare un altro primato assoluto, consolidando una crescita diffusa e strutturale in tutta la provincia. Resta da capire quanto possa influire il clima di tensione internazionale e le incertezze geopolitiche che potrebbero incidere sulle prenotazioni. I numeri del 2025 confermano intanto una traiettoria di crescita che non si è mai fermata dopo il 2020 e che ha già ampiamente battuto sia il 2019 che l’anno dell’anno della Capitale della Cultura, il 2023. Gli arrivi hanno superato per la prima volta quota 1,6 milioni, toccando un +6,6% sul 2024 e +28,2% sul 2019. Ancora più significativa la crescita delle presenze, salite a 3.359.760 pernottamenti. Il dato più rilevante è però la permanenza media, che sale a 2,17 notti, a dimostrazione di come la Bergamasca non sia più soltanto una destinazione «mordi e fuggi», ma un territorio in cui si resta più a lungo, ampliando la visita anche alla provincia. E i primi dati del 2026 sembrano confermare il consolidamento: nel primo trimestre gli arrivi sono stati 338.811 +12,5% con 645.934 presenze. La città resta il principale motore della crescita. Nel 2025 Bergamo ha registrato 666.254 arrivi. In provincia quasi tutte le aree registrano risultati positivi. L’Alto Sebino supera i 70mila arrivi, la Valle Brembana cresce dell’82,2% sul 2019, mentre la Val Cavallina segna +24%. Le uniche criticità si registrano in Isola e Pianura, dove pesa il calo del turismo business. Le differenze territoriali restano marcate: la Valle Brembana cresce soprattutto negli arrivi, la Valle Seriana mantiene permanenze superiori alle tre notti, mentre le aree lacustri confermano soggiorni lunghi e stabili. Marco Gaverini, consigliere delegato al Turismo della Provincia, ha affermato l’importanza di lavorare su progetti come Smart Orobie, pensato per attrarre nomadi digitali e valorizzare le nostre montagne.

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