In processione con la Madonna del reduce
Hanno portato in processione per le vie di Cemmo, gli alpini del locale gruppo, insieme alle penne nere di Pescarzo e Capo di Ponte la Madonna che Martino Murachelli, deportato nei lager in Germania dopo l'8 settembre 1943, ricevette in dono durante la prigionia. La serata è stata l'occasione per ricordare il sacrificio di Martino e di tanti altri militari italiani e camuni che vennero rinchiusi nei campi di concentramento dopo il loro no a collaborare con l'esercito tedesco. Martino, che ebbe la fortuna di ritornare in patria, raccontò in un diario la sua storia di guerra e di prigionia. Fu proprio nei giorni della liberazione che Martino, ad Hannover, ricevette in dono da un altro deportato una statua della Madonna ritrovata tra le macerie dei bombardamenti. Lui, molto devoto, la portò con sé nel lungo viaggio verso casa dopo la liberazione del campo e la venerò fino alla morte (il 25 gennaio 1960) come segno di speranza di pace. Quel segno di speranza e di pace gli alpini hanno voluto portare in preghiera per le vie di Cemmo, paese dove Martino era nato il 3 agosto 1916 e dove aveva svolto il mestiere del contadino insieme ai genitori Giovanni e Maria Priuli e ai due fratelli, Battista e Nina. Richiamato alle armi durante il secondo conflitto mondiale Martino partecipa alla guerra in Albania. Viene fatto prigioniero a Bardolino il 9 settembre 1943 e deportato in Germania con molti altri soldati italiani. I campi nei quali venne internato sono: Furstenberg, Wander, Berlino, Steinach, Hannover. Nel Maggio 1945 il campo di Hannover viene liberato e preso in consegna dai militari inglesi. Martino riesce a partire per l’Italia solo il 23 Agosto 1945. Arriva a Cemmo il 30 Agosto 1945, può così riabbracciare la famiglia e in particolare il fratello Battista, reduce della campagna di Russia e successivamente prigioniero in Germania. L’esperienza vissuta porterà Martino a essere per anni presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci di Capo di Ponte e testimone lucido e critico di avvenimenti tanto tragici. In occasione della processione è stata presentata, infatt, anche la ristampa del suo diario di guerra e di prigionia un lascito molto importante, hanno detto gli alpini, per rendersi conto di cosa è successo. Con la risampa del diario gli alpini di Capo di Ponte, Pescarzo e Cemmo vogliono continua a ricordare Martino e il fratello Battista benefattori della comunità.
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