Cevo non dimentica
Cevo è il paese della Resistenza, medaglia di bronzo al valor militare il comune della Valsaviore è sede di un museo dedicato alla lotta partigiana, lungo le sue vie sono state posate le prime pietre d'inciampo della Valle Camonica. Il 3 luglio del 1944 venne distrutto da un incendio appiccato per rappresaglia nei confronti dei partigiani della 54esima Brigata Garibaldi che a fine giugno avevano conquistato il paese e la centrale di Isola. Durante la battaglia lasciarono sul campo 4 militi fascisti e il partigiano civile di Cevo Luigi Monella. La reazione dei nazifascisti fu immediata. La mattina del 3 luglio, mentre si preparavano le esequie di Monella, in 2 mila nazifascisti raggiunsero la Valsaviore. I partigiani di Nino Parisi tentarono di resistere, ma furono costretti alla ritirata. Avanzando i militi fascisti saccheggiarono le case, le incendiarono, uccisero. Il bilancio fu di 6 morti, decine di abitazioni distrutte, saccheggiate, bruciate, 800 persone senza casa. Solo con tanta fatica e tanta solidarietà Cevo tornò a vivere e ogni anno ricorda questa ricorrenza. Lo ha fatto anche quest'anno con una serie di appuntamenti che si sono conclusi con la cerimonia ufficiale questa domenica mattina con l'inaugurazione della ciclopedonale dedicata alle donne della Resistenza, le deposizioni, la sfilata per le vie di Cevo e il momento ufficiale al monumento alla resistenza. L'orazione ufficiale è stata affidata allo storico Marino Ruzzenenti che ha voluto attualizzare due figure di partigiani, il camuno Gino Boldini e l'ucaino Achev.
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