Una nuova filiera per la Valcamonica
L’acronimo è Zis, Zone d’innovazione e sviluppo. Strumenti promossi dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Lombardia per rendere i territori più competitivi. Enti, imprese, associazioni e mondo della ricerca si alleano per valorizzare specializzazioni produttive. La Regione mette a disposizione risorse importanti, ma chiede ai territori strategie e piani concreti di intervento. In Val Camonica il progetto è partito con la regia della Comunità montana. A Breno si è tenuto un incontro pubblico per delineare il percorso. “Il nostro obiettivo è quello di creare un circolo virtuoso e quindi un nuovo circolo economico che riguarda le fibre tessili e lo sviluppo delle fibre naturali - spiega l’assessora della Comunità montana Priscilla Ziliani -. L'idea è nata dopo una serie di incontri e un tavolo di lavoro, con all’origine quello che è sempre stato definito un problema a livello camuno, ovvero il rifiuto e lo stoccaggio della lana”. Ma non c’è solo la lana. Il progetto guarda anche ad altre fibre naturali come il lino e la canapa. Dopo la manifestazione d’interesse promossa a maggio dalla Comunità montana, sono già arrivate 50 adesioni. Hanno risposto le più importanti aziende del settore, le associazioni di categoria, operatori culturali e sociali, centri di formazione e ricerca. “Noi dobbiamo pensare a un modello industriale sostenibile, un modello industriale assolutamente contemporaneo - aggiunge l’imprenditore tessile Mssimo Vielmi -. Le fibre naturali, l'artigianato tessile, l'industria tessile sono la giusta contestualizzazione in paesaggi e in territori come quelli montani”. L’obiettivo è quindi dare nuova vita a una tradizione che per secoli ha orientato l’economia della Valle Camonica. Una sfida che guarda al futuro senza dimenticare il passato.
Commenti
Nessun commento è stato ancora pubblicato.
Condividi la tua opinione qui sotto!