Siccità: risorsa idrica in calo del 50%

La situazione è difficile e la poca acqua a disposizione per irrigare i campi va centellinata e gestita. E' questo il quadro emerso dal tavolo acqua riunitosi questo mercoledì in Regione. Grazie al coordinamento e al monitoraggio di tutti gli enti preposti, il primo raccolto è stato garantito ma ora è a rischio la restante stagione irrigua, soprattutto a rischio è la coltura del riso che dipende molto dall'acqua che proviene dal lago Maggiore, molto in sofferenza, e dal Piemonte. Per questo la Regione ha chiesto una ulteriore supporto sia alla Svizzera, che ha centrali idroelettriche a monte, che ai concessionari italiani, in particolare a Enel. La siccità del 2022 ha insegnato come prevenire, per questo ad oggi nonostante la carenza d'acqua dovuta alle alte temperature e alle scarse precipitazioni, è stato erogato il 30% in più di acqua rispetto ad allora, ma il deficit idrico resta del 50%. “Un nuovo accordo” - afferma l'assessore regionale Massimo Sertori - “lo abbiamo chiuso con i concessionari di parte lombarda, tra bacino dell'Adda e Oglio, di particolare importanza per arrivare alla conclusione della stagione irrigua, cosi come l'accordo fatto sul lago di Idro. Stiamo cercando di trovare una nuova intesa con Terna per concludere almeno la stagione irrigua su tutto il bacino del Chiese". Non c'è grande prospettiva per il mese di agosto, arrivare a settembre con l'irrigazione è, di fatto, impossibile. La consapevolezza di tutti è la siccità è un problema che sta diventando strutturale: il sistema irriguo deve quindi essere migliorato con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e d'altro canto, il mondo agricolo deve fare una riflessione su colture e semine, perché ci sono condizioni diverse rispetto al passato. Con l'approvazione della strategia per l'adattamento al cambiamento climatico la Regione sta varando misure e strumenti per non subire il cambiamento ma per accoglierlo.

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