A Vilminore in mostra i libri in scatola di Gabriella Benedini
Riscoprire, attraverso l’arte, la qualità del tempo per la contemplazione, in contrasto con una società in cui le immagini si susseguono a ritmo vertiginoso cancellandosi a vicenda. È questo uno degli obiettivi della mostra “Gabriella Benedini – Libri in scatola” ospitata a Vilminore di Scalve nella sala delle udienze di Palazzo Pretorio, a cura della biblioteca civica “Manara Valgimigli” con il supporto della Pro Loco. L’evento si è posto in continuità con il palinsesto di iniziative messe a punto per il tricentenario della morte dell’illustre artista scalvino Giovanni Giuseppe Piccini (1661-1725). Nel corso del 2025, infatti, si sono succeduti numerosi eventi allo scopo di far conoscere e valorizzare l’opera dello scultore che, dopo un apprendistato nella bottega dell’intagliatore Capitanio di Vilminore, iniziò a lavorare con Carlo Ramus, per poi proseguire un’attività quanto mai ricca, espressione non solo di grande maestria, ma anche di particolare sensibilità, i cui risultati sono conservati non solo in Val di Scalve, ma anche nelle valli limitrofe. Con l’esposizione di Gabriella Benedini la commissione biblioteca di Vilminore sposta la sua attenzione alla contemporaneità, proponendo l’opera di un’artista che da ormai sessant’anni indaga con profondità la realtà. L’artista cremonese, che a breve compirà 94 anni, nella sua lunga carriera ha dedicato ampio spazio alla creazione dei volumi lignei (in tutto ben 556) veri microcosmi che racchiudono il suo mondo poetico. Realizzati a partire dalla fine degli anni Ottanta, hanno accompagnato e affiancato la sua ricerca fino a oggi. A Vilminore l’artista ha allestito una selezione di 32 volumi di forte impatto emozionale. Nelle sue opere, Benedini inserisce elementi recuperati dalla vita quotidiana, che assumono un diverso significato. Nei libri, giocati sulle cromie fondamentali della sua produzione come bianco e blu, l’artista racconta infinite storie, dialogando con elementi che alludono ad altro, in un gioco continuo di rimandi: fili, cartigli, pagine di antichi libri, spirali, perle, provette, ingranaggi, una bugia, tappi, piume, penne d’oca, conchiglie, chiodi, reti, frammenti di specchi, di vetro, elementi di metallo, piccole uova, calamai, pennini sono inseriti nelle “pagine” dei suoi volumi e invitano l’osservatore a “leggere” le sue storie che parlano di viaggi, miti, costellazioni, musica, della misura, dello spazio e del tempo.
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