Servono subito 45 milioni per Sonico

Regione Lombardia ha chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dal maltempo di giovedì 20 e verendì 21 agosto. La sollecitazione è arrivata tempestiva dai consiglieri regionali Davide Caparini (Presidente della Commissione bilancio) e Floriano Massardi (Presidente della Commissione Agricoltura, montagna e foreste) che hanno depositato ieri in Consiglio Regionale la richiesta dello stato di calamità naturale e di interventi urgenti a seguito del maltempo che ha colpito la Val Camonica, impegnando la Giunta regionale a: • richiedere immediatamente al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i comuni di Sonico, Vione, Esine e per l’intera Val Camonica; • attivare le schede di intervento per il solo Comune di Sonico per un importo complessivo di 45 milioni di euro, di cui 30 milioni destinati esclusivamente alla rimozione e al trasporto del materiale e dei massi ciclopici; • a chiedere al Governo di destinare risorse straordinarie per il sostegno alle famiglie e alle attività evacuate a Vione, per la famiglia evacuata a Esine oltre che per la messa in sicurezza della frana; • coordinarsi con Prefettura, Comunità Montana e comuni per un piano unitario di emergenza e prevenzione. Di fronte alla gravità della situazione, il governatore Attilio Fontana ha quindi chiesto al ministro della Protezione civile Nello Musumeci il riconoscimento dello stato di emergenza, che ha garantito che sottoporrà la richiesta al Consiglio dei ministri. Gli assessori regionali Romano La Russa e Gianluca Comazzi sono stati incaricati di predisporre la documentazione necessaria. L’obiettivo è completare rapidamente la ricognizione dei danni, mettere in sicurezza le aree colpite e ripristinare viabilità e infrastrutture. La Bergamasca è indicata dalla Regione, insieme al Bresciano e alla provincia di Sondrio, tra le aree dove si sono verificati i danni maggiori. In tutta la Lombardia sono oltre 450 gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco. La sala operativa della Protezione civile regionale resta attiva 24 ore su 24, in costante collegamento con i sindaci. Potenziati anche i servizi sanitari e di emergenza, soprattutto nelle zone dove le interruzioni stradali possono rendere più difficili i soccorsi. Nel resto della Lombardia la situazione più critica riguarda il Bresciano ed in particolare la Val Camonica che non può essere abbandonata dopo ogni evento meteorologico estremo, hanno affermato in un comunicato congiunto Caparini e Massardi, chiedendo fatti, non parole.

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