11 settembre, per non dimenticare

Commemorare l’11 settembre e fare memoria perché i giovani che non conoscono quei tragici fatti sappiano cosa è accaduto 25 anni fa, quando quattro aerei di linea dirottati e 19 terroristi di Al Qaeda colpirono i simboli degli Stati Uniti abbattendosi sulle Torri Gemelle e sul Pentagono e uccidendo, in meno di due ore, quasi tremila persone. Questo l’obiettivo della commemorazione che si è svolta questo venerdì mattina a Palazzo Isimbardi di Milano a cui hanno partecipato il presidente della Regione Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il console generale presso il Consolato degli Stati Uniti a Milano Carla Fleharty. Un attacco, come dichiarato dalla premier Giorgia Meloni, a tutto il mondo libero che in risposta seppe unirsi. Ed è proprio il rapporto con gli alleati nella lotta al terrorismo e nella difesa della democrazia e della sicurezza, ad essere stato al centro delle commemorazioni che si sono svolte in tutto il mondo e anche in Regione Lombardia. “Sono trascorsi 25 anni – ha proseguito Fontana – dunque i giovani non hanno memoria diretta: occorre spiegare loro il significato di quegli eventi, che furono un attacco non solo rivolto alle persone ma ai simboli della nostra civiltà e del nostro modo di vivere”. "Non abbiamo mai dimenticato la solidarietà dimostrata  dall'Italia in quei giorni”- ha ricordato anche la console generale degli Usa a Milano Carla Fleharty. Nonostante sia passato un quarto di secolo dal giorno in cui quell’attentato sconvolse il mondo, chi ha memoria degli eventi non può dimenticare perché ad essere colpita, come ha ribadito anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, è stata l’idea di un mondo aperto e pacifico. Un attentato a tutti coloro che credono nella libertà. Una libertà che va difesa, giorno dopo giorno. Spiegare l’11 settembre ai giovani che non hanno memoria di quegli eventi significa spiegare il modo in cui la percezione della sicurezza internazionale e la cooperazione tra gli Stati da allora è cambiata, in una società da allora segnata da da nuove norme di sicurezza, controlli e tensioni geopolitiche globali. Un richiamo costante contro il terrore e in favore della convivenza pacifica, della libertà e dei diritti democratici.

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