Alzano riscopre la propria storia in un biscotto
Un prodotto che fonde tradizione e innovazione, devozione e convivialità, attaccamento alle radici e voglia di andare lontano. È Aliciano, il biscotto delle monache che dieci anni fa fu rilanciato dal locale panificio Trionfini e, da un tempo quasi analogo, è divenuto il prodotto enogastronomico simbolo della città di Alzano Lombardo. Una storia che inizia a cavallo tra il secolo scorso e gli anni Duemila, quando nel cuore della città della val Seriana era ancora attivo il Monastero settecentesco della Visitazione, gestito dalle suore Salesiane: una vera e propria città nella città autosufficiente in cui quasi tutto il necessario per vivere era prodotto direttamente all’interno del complesso, compresi i biscotti realizzati con la farina delle nocciole che crescevano nel parco. Con il tempo, l’ordine claustrale aveva aumentato i contatti con l’esterno, inserendosi nel tessuto sociale cittadino attraverso una fitta rete di scambi, tra cui quelli con il panificio Trionfini a cui la ricetta è stata trasmessa. Una ricetta semplice, ma a suo modo unica, che l’attuale titolare del panificio, Giuseppe Trionfini, decide di recuperare a febbraio del 2015, proprio all’indomani del trasferimento delle ultime sorelle rimaste al convento di Almenno San Salvatore e alla definitiva chiusura del monastero alzanese. Nasce così quello che lui inizialmente nomina “biscotto delle monache”, che in breve tempo conquista il pubblico e l’amministrazione comunale guidata già all’epoca dal sindaco Camillo Bertocchi. Quest’ultimo ne riconosce il forte valore storico e sceglie di farlo diventare prodotto tipico alzanese. Viene quindi scelto come nuovo nome del prodotto Aliciano, che riprende il più antico toponimo della città di origine romana. Dal nome storico è stata in seguito elaborata una forma storica al biscotto che richiamasse un campo di grano appena arato e sono state realizzate confezioni specifiche che raccontano la storia di Alzano attraverso illustrazioni e immagini dei luoghi storici della città. Da qui, nel corso degli anni e grazie agli stessi alzanesi, Aliciano ha portato una parte di Alzano in giro per tutto il mondo.
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