Ad Albino i miracoli nell’arte di Salmeggia

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Quattrocento persone ancora a bocca aperta a quattrocento anni dalla realizzazione delle sue opere. Enea Talpino detto il Salmeggia rivive a quattro secoli esatti dalla sua scomparsa attraverso la mostra intitolata “La naturalezza dei miracoli” inaugurata sabato 10 ottobre e ospitata nella suggestiva chiesa di San Bartolomeo nel cuore di Albino. L’evento si è aperto nel vicino teatro della parrocchia di San Giuliano con un ricco convegno in cui sono state illustrate le opere e il percorso di circa un anno che ha permesso di portare a compimento l’esposizione, frutto di una sinergia tra i Comuni di Albino e Nembro e la Fondazione Adriano Bernareggi che gestisce i Musei Diocesani di Bergamo, insieme ai contributi di Fondazione Credito Bergamasco, Provincia di Bergamo e Fondazione degli Istituti Educativi di Bergamo. Tanta la soddisfazione per un’iniziativa che corona l’anno “Salmeggia 400” interamente dedicato al pittore, partito da Nembro e attivo in tutta la provincia di Bergamo tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Le opere esposte ricostruiscono un dialogo tra devozione e memoria, tra natura e maniera, tra classicismo e quotidianità, restituendo la complessità dell’artista nella cui pittura confluiscono fede, territorio e una profonda umanità con cui racconta la naturalezza dei miracoli. La mostra nella chiesa di San Bartolomeo sarà aperta fino al 13 dicembre ogni mercoledì dalle 9 alle 12; giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30 e nel finesettimana dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30. Il prossimo 7 novembre sarà in programma anche la presentazione del catalogo di approfondimento delle opere.

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