Cresce l'allarme fake news nelle scuole
Dopo i messaggi deliranti diffusi in chat nella giornata di martedì 20 ottobre, che avevano creato qualche preoccupazione all'Istituto Olivelli-Putelli di Darfo Boario Terme, ieri sugli smatphone di studenti e insegnanti è apparso un post Instagram con la fotografia dell'istituto Olivelli Putelli e l'annuncio di una presunta imminente sparatoria. Il messaggio ha messo in allarme Dirigente, personale, studenti della grande Scuola, frequentata quotidianamente da un milgiaio di persone. Allertati i carabinieri, che sono intervenuti prontamente, verificando che l'allarme era infondato: infatti non sarebbero emersi elementi concreti a sostegno della minaccia diffusa sui social. Resta ora da chiarire chi abbia creato e poi anche condiviso il messaggio. I Carabinieri stanno indagando per risalire agli autori dell'allarme per accertare eventuali responsabilità. L'episodio di ieri a Darfo è solo l’ultimo di una sequenza di messaggi allarmistici che negli ultimi giorni hanno iniziato a circolare tra gli studenti in tutta Italia. Solo martedì, a Chiari, la diffusione di voci e annunci su possibili scontri, occupazioni e devastazioni aveva fatto scattare controlli e presidi delle forze dell'ordine nei pressi della stazione e dei piazzali degli istituti superiori. Tra i contenuti circolati figuravano anche le immancabili minacce di violenze sessuali. Dopo le indagini però i presunti responsabili sono stati individuati e denunciati. Il principale promotore e istigatore della chat sarebbe un ragazzino di appena 14 anni, nato in provincia di Brescia da genitori di origini rumene ma residente a Cremona e frequentante un istituto scolastico della città. I genitori del giovane hanno condannato la condotta del figlio e collaborato con la polizia nella ricostruzione dei fatti permettendo di risalire ad un altro amministratore della chat che sarebbe un minorenne di 15 anni, nato a Crema da genitori senegalesi ma residente a Cremona, dove frequenta la scuola. Poi il terzo amministratore della chat, un 24enne, fratello del 15enne, per ora risulta estraneo alla vicenda essendo solo intestatario dall'utenza da cui sono partiote le chat. Nelle abitazioni dei due ragazzi sono state poi eseguite perquisizioni e così sono stati rinvenuti e sequestrati 2 passamontagna, una pistola giocattolo senza tappo rosso, una maschera bianca, guanti neri, oltre che diverso materiale informatico che sarà valutato nel corso delle prossime indagini.
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