A Solato il presepe vivente
C’è chi alla fontana del paese, ha lavato i panni, come si faceva una volta. Chi ha indossato le vesti del fabbro e del falegname e si è messo a lavorare, nelle strade, nelle cantine, nei cortili. Chi faceva la lana, chi badava agli animali da cortile, e tra pastori e agricoltori, Betlemme ha ripreso vita, animata dagli abitanti di Solato, piccola frazione di Piancamuno, teatro nei giorni scorsi della rappresentazione teatrale, per le vie, del presepe vivente. Adulti e bambini hanno vestito i costumi d’epoca e hanno messo in scena la Natività di Gesù, seguendo la storia biblica della ricerca di alloggio di Maria e Giuseppe, di locanda in locanda, fino alla grotta. L’Annunciazione, il viaggio, la nascita di Gesù, l’adorazione dei pastori che avvisati dagli angeli, vanno a venerare Gesù bambino, l’adorazione tre Tre Magi che seguono la stella comete per portare doni al Re dei Re. Accanto a tutti gli elementi chiave della trama tradizionale, le scene di vita locale con artigiani, falegnami, tessitori e panettieri, mercanti e pastori. Su invito di un gruppo di volontari in collaborazione con la Casa Museo Solato, adulti e bambini hanno preso parte ad un evento che ha portato di strada in strada, di casa in casa, la magia del Natale e che ha portato anche visitatori a conoscere il borgo di Solato. Un evento che soprattutto ha saputo coinvolgere tutta la comunità che, durante le feste, ha lavorato per un risultato comune, unita nel valore culturale e sociale che il presepe vivente porta con sé.
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