Il Badalisc pronuncia la sua 'ntifunada
Non parla ma sputa sentenze e lancia 'ntifunade che affida ad un interprete. Rende pubblici segreti e peccati dei suoi concittadini. Non si sa quanti anni abbia nè dove sia nato, ma il Badalisc, un essere mitologico, vive nei boschi della Valsaviore osservando, senza farsi scorgere, durante tutto l'anno, le gioie e i dolori degli abitanti di questi luoghi. Esce, tramite cattura, in quel di Andrista, tra il 5 e il 6 gennaio. Eccolo qui dopo la cattura questo lunedì sera che viene trascinato per le vie del paese, si ferma a salutare la folla che lo attende, fa visita alla Tamba – la novità di quest'anno, un angolo tutto suo e alla tradizione che lo accompagna inaugurata il giorno prima dell'evento – e poi scende allo spazio eventi dove sputa le sue sentenze. Anche quest'anno ce ne sono state per tutti, dai residenti, agli importati, fino ad arrivare a toccare temi nazionali ed internazionali. Datare con certezza le origini del Badalisc è impossibile perché è frutto di una tradizione che si tramanda oralmente di generazione in generazione. Pare non via siano fonti scritte, ma alcuni studiosi farebbero risalire le radici del Badalisc ad alcune figure incise sulle rocce della Valle Camonica, vi sarebbero inoltre somiglianze con altri miti che popolano l'intero arco alpino. Il discorso “’ntifunada” invece pare molto simile alle Bosinade o Businade: composizioni (in prosa o poesia, scritte o improvvisate) satiriche che denunciano le malefatte della comunità. Queste usanze erano diffuse nel XVI secolo come celebrazioni purificatorie di Capodanno e visto il periodo di cattura del Badalisc sicuramente anche questa tradizione si inserisce in questo filone. La bestia, come la chiamano qui è un essere con un corpo fatto a sacco e con una grossa testa in legno, ricoperta di peli di capra, ha piccole corna, una bocca enorme, gli occhi fiammeggianti. Sono molte la tradizioni legate a questa maschera a sua volta accompagnata da altri personaggi il nonno, la nonna, vecchie befane, pastori barbuti e la signorina che dovrebbe essere colei che fa da esca al Badalisc. Tutti uomini, come vuole la tradizione che un tempo bandiva le donne da questi riti non ben visto soprattutto dalla chiesa. Certo è che quella della Badalisc è una tradizione fra le poche rimaste in Valle di questo genere e va salvaguarda da qui il progetto della Tamba sostenuto dal Regione e Comunità Montana. Il Badalisc ha ispirato anche un film che verrà realizzato nel 2027 dal regista italo americano Lino Di Salvo che è già stato in Valle Camonica per prendere contatto con la bestia e con la gente di Andrista.
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