Più di mille chiamate ai centri antiviolenza

Dati preoccupanti. A novembre, l’Istat ha pubblicato l’ultima indagine sulla violenza contro le donne elaborata secondo le disposizioni della legge 53 del 2022. In base al rilevamento, sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%), le donne italiane dai 16 ai 75 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Il numero di violenze fisiche o sessuali, provenienti spesso dal partner o dall’ex partner (coinvolto in oltre il 50% dei casi) o da familiari e conoscenti, è sostanzialmente stabile, avverte l’istituto di statistica. Accanto alle statistiche ci sono poi i dati reali. Le chiamate ai centri antiviolenza di Bergamo e provincia, sono state 1.029, nel 2025. Tra richieste esplicite di aiuto o anche solo di informazioni, provenivano da persone, specialmente donne, alle prese con problemi di violenza, abusi o maltrattamenti legati alla sfera sessuale. Il dato è il riflesso, sul territorio, di un fenomeno diffuso nella società. A livello italiano, l’ultimo rilevamento disponibile segnalava alla fine dello scorso novembre 81 femminicidi, a cui si aggiungono almeno 70 tentati femminicidi e i suicidi indotti. Per cercare di contrastare il crescente fenomeno due cartelli saranno posizionati a Bergamo grazie al coinvolgimento dell’assessorato alle Pari Opportunità del Comune. Il primo sarà messo in largo Rezzara, mentre il secondo in piazzale Marconi. Una presenza fissa utile a riportare i contatti per chiedere aiuto come il 1522 e i recapiti telefonici del Centro Anti Violenza di Bergamo.

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