Aumentano interventi e morti in montagna

99 morti, 127 persone disperse, 8 mila 930 persone impegnate per 30 mila ore e 5 mila 471 giornate. Aumentano i numeri del Soccorso Alpino Lombardo che traccia un bilancio dell'anno appena passato. Balza subito in evidenza il numero delle vittime: 99 per incidenti non solo in montagna ma anche in forra, in ambiente ipogeo e per cause naturali. Sono state 85 le vittime del 2024, 92 nel 2023, 78 nel 2022. Tra le principali cause degli incidenti vi sono cadute, molti sono provocati da condizioni fisiche non adeguate o dalla sottovalutazione dell'itinerario da affrontare, da perdita di orientamento. I più esposti ad incidenti sono gli escursionisti, seguiti da alpinisti, sciatori, chi fa arrampicate sportive, chi si avventura in montagna con le mountain bike. Negli ultimi anni l'aumento degli interventi è stato costante, perché la montagna è sempre più frequentata e spesso purtroppo da persone che, condizionate dai social, non sono adeguatamente preparate ed attrezzate per gli itinerari che scelgono. In montagna, lo ricordano gli esperti, si deve andare con i piedi e con la testa quindi adeguatamente attrezzati e preparati sia fisicamente che tecnicamente, valutando le condizioni meteo e la difficoltà del percorso, farsi guidare se necessario dagli esperti, come le guide alpine e con il supporto del CAI - Club alpino italiano, che propone corsi e uscite formative. Proprio questa domenica 18 gennaio in tutta Italia si è tenuta la giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti tipici della stagione invernale “SICURI in MONTAGNA d'inverno”, nell’ambito del progetto permanente “Sicuri in montagna” del CNSAS - Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico e del CAI - Club alpino italiano.  Sono cinque le delegazioni che operano sul territorio Lombardo: la bresciana, l'orobica, Valtellina-Valchiavenna, Lariana e quella speleologica che nel corso del 2025 ha effettuato tre interventi: a maggio, in grotta, a Comerio (VA), con una persona deceduta; un intervento è stato svolto in Piemonte, in supporto alla I° Delegazione Speleologica piemontese; terzo e ultimo intervento per un mancato rientro a Fonteno (BG) a fine dicembre. Gli interventi di soccorso speleologico presentano caratteristiche peculiari, con numeri contenuti ma un intenso impegno in termini di ore e di soccorritori coinvolti. Per gli interventi indicati, i tecnici della IX Delegazione hanno messo a disposizione un totale di 310 ore, 39 delle quali con medici CNSAS specializzati nel soccorso speleologico, corrispondenti a 30 giornate. Sono stati 308 gli interventi della V delegazione bresciana nel 2025 con 18 persone decedute; 270 gli interventi della delegazione orobica dove si sono contante 24 vittime, 336 gli interventi della delegazione Valtellina Valchiavenna con 19 vittime e 573 con 37 persone decedute per la delegazione lariana.

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