Codice rosso, denunce in crescita
Violenza domestica e di genere., argomento sempre più attuale, basti considerare che nel solo arco temporale riferito al mese scorso sono state complessivamente ricevute 30 denunce per maltrattamenti in famiglia, 8 per atti persecutori, 2 per diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (cd. “revenge porn”) e una per tentata violenza sessuale. In tutti i casi trattati, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo, sono state immediatamente attivati i protocolli previsti dalla normativa, con contestuale valutazione dell’esposizione a rischio delle parti offese, attivazione delle misure di protezione e puntuale informazione ad esse circa la possibilità di rivolgersi alle diverse strutture di supporto e protezione presenti sul territorio, che fanno parte della “Rete antiviolenza”. Entrando nello specifico ad Azzano San Paolo, il 17 dicembre 2025 i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile sono intervenuti per una violenta lite domestica, che ha portato alla denuncia di un 44enne originario di Napoli, residente ad Azzano San Paolo, censurato, ritenuto responsabile di reiterati maltrattamenti e minacce di morte nei confronti della moglie convivente, Non contento minacciava ache i militari intervenuti. Non meno grave la vicenda che ha riguardato un 42enne di Alzano Lombardo, residente ad Albino e già noto alle FF.OO. Il 21 ottobre 2025 l’uomo era stato deferito per maltrattamenti contro familiari e conviventi, dopo che i Carabinieri avevano accertato violenze psicologiche e fisiche reiterate nei confronti della moglie italiana, 39enne. Nonostante l’adozione dei provvedimenti giudiziari di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento, il 26 dicembre 2025 l’uomo è stato tratto in arresto perché rintracciato all’interno dell’abitazione della persona offesa, in palese violazione delle prescrizioni impostegli dal G.I.P. del Tribunale di Bergamo. Un lungo elenco che potrebbe continuare a lungo. L’insieme di questi interventi, che rappresentano solo una minima parte di quanti portati a compimento, testimoniano l’impegno costante della Procura della Repubblica di Bergamo, ininterrottamente attiva con uno specifico pool di magistrati per la trattazione dei reati commessi nei confronti di soggetti appartenenti alle fasce deboli, e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla violenza di genere in ogni sua forma, non solo sotto il profilo repressivo, ma anche nella dimensione preventiva, attraverso l’ascolto delle vittime, la tempestività delle segnalazioni all’Autorità Giudiziaria e l’attivazione di una rete di protezione che coinvolge la magistratura, le Forze dell’Ordine, le strutture sanitarie, i servizi sociali e i centri antiviolenza. L’invito che i Carabinieri rinnovano è quello di denunciare sempre ogni episodio di violenza, minaccia o sopraffazione per interrompere situazioni di abuso che, se sottovalutate, possono degenerare in conseguenze ben più gravi.
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