Sequestri e aggressioni: arresti e denunce
Un 50enne camerunense ha chiamato il 112 affermando di aver ricevuto una telefonata dal suo amico, 37enne anche lui del Camerun, che diceva di essere stato rapito mentre era uscito da un locale di Via Corsica a Brescia per rispondere ad una telefonata. Ha anche denunciato di ricevere ricevuto delle telefonate dai rapitori stessi che chiedevano un riscatto di 30 mila euro, altrimenti avrebbero ucciso l'amico. E' entrata così in azione la Polizia di Stato che ha diramato l'allarme a tutte le pattuglie in servizio e una pattuglia si è precipitata sul luogo d'incontro dove gli agenti notano un giovane sul marciapiede che cercava di nascondersi. Si sono avvicinato e hanno trovano conferma che si trattava del rapitore con in mano il telefono della vittima. L'ultima chiamata infatti era indirizzata all'amico che aveva dato l'allarme. Colto in flagranza, il giovane ha reagito con violenza, spintonando e colpendo con calci e pugni i poliziotti e le poliziotte intervenuti, riuscendo a scappare. E' stato inseguito, localizzato e circondato dai rinforzi sopraggiunti e infine bloccato con il taser. S tratta di 24enne italiano, pluripregiudicato, residente in Germania, che era ospite in un hotel di Brescia. E' stato arrestato per sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso e resistenza a pubblico ufficiale e, una volta uscito dal carcere, non potrà tornare in città per quattro anni. La vittima è stata trovata poco dopo, mentre chiedeva aiuto, ferita al volto, al collo e alle gambe e in forte stato di choc. Ha dichiarato di essere stato rapito da due uomini, uno dei quali lo aveva conosciuto in Germania, che lo avevano avvicinato per offrirgli un lavoro illegale che lui aveva rifiutato. Ha raccontato di essere stato picchiato, legato, incappucciato, minacciato, rapinato dei suoi effetti personali, tenuto segregato nel veicolo e soffocato fino a perdere i sensi. Si sarebbe poi svegliato in un furgone e avrebbe chiesto di chiamare il fratello di Africa, riuscendo ad allertare l'amico. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio i fatti e individuare il complice. Se l'è vista brutta anche un barista 53enne aggredito la sera del 2 gennaio a Bienno, in Valle Camonica, da tre uomini che gli hanno causato, con calci e pugni, lesioni al volto e alla testa. L'uomo aveva rimproverato per il suo comportamento, un 14enne, e in seguito era stato aggredito da tre uomini. Allertato il 112, era stato soccorso e portato in codice giallo in ospedale dove gli hanno dato 30 giorni di prognosi. I Carabinieri della Compagnia di Breno hanno dato il via alle indagini e, grazie anche ai filmati delle telecamere dalla zona, hanno individuato i tre aggressori: si tratta di tre cittadini stranieri, di età compresa tra i 31 e i 34 anni, con precedenti penali e di polizia, risultati essere famigliari del 14enne. Sono stati denunciati per lesioni personali aggravate.
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