La Valle Camonica si candida a Capitale Italiana della Cultura
Completati nel 2025 i lavori di adeguamento dei Parchi di Luine, Seradina-Bedolina e Sellero, mentre sono in fase di completamento i lavori nella Riserva delle Incisioni Rupestri di Ceto Cimbergo e Paspardo, per il 2026 sono in programma nuovi interventi negli altri parchi del sito UNESCO n.94 della Valle Camonica. Il punto sul lavoro svolto e quello ancora da fare, per la manutenzione straordinaria dei parchi, la sistemazione del verde, i restauri e il miglioramento delle infrastrutture, è stato fatto dal Comitato Tecnico istituito dalla Comunità Montana e dalla Fondazione Valle dei Segni convocato lo scorso 9 gennaio, alla presenza di archeologici, esperti forestali, restauratori, accanto ai rappresentanti degli Enti e della Soprintendenza archeologica. A breve cominceranno i lavori di sistemazione ambientale nel Parco Nazionale di Naquane afferente al Polo Museale Regionale, e nel Parco comunale “Coren delle Fate” di Sonico. Ulteriori interventi di pulizia e adeguamento, più limitati, si svolgeranno poi, nei prossimi mesi, nelle aree archeologiche di Piancogno, Edolo, Borno e Ossimo. Inoltre, Comunità Montana e Fondazione hanno condiviso un piano di manutenzioni ordinarie che permetterà di mettere in salvaguardia i lavori effettuati con periodici tagli dell’erba e con potature selettive. Obiettivo: arrivare pronti alla prossima stagione turistica e consolidare un modus operandi in grado di mostrare il patrimonio archeologico camuno nella migliore delle sue vesti, in occasione del 50esimo del riconoscimento del Sito Unesco n.94, primo sito italiano entrato a fare parte della lista dei beni patrimonio dell’umanità. Per celebrare l’anniversario, il Comunità Montana punta per il 2029 a portare in Valle Camonica il titolo di Capitale della Cultura. La candidatura è stata annunciata il 19 gennaio e la richiesta verrà quindi ora inoltrata al Ministero della Cultura nella speranza di essere selezionata dalla giuria di esperti che selezionerà i progetti finalisti. L’obiettivo è attivare un importante indotto economico e turistico per creare nuove opportunità occupazionali nei settori dell’accoglienza, della digitalizzazione e della conservazione dei beni culturali.
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