Spaccio: chiusa la "piazza" di Piancamuno
Il capo dell'organizzazione era Daniele Lorenzetti, detto Drago, il 30enne di Artogne in carcere a Tunisi, ritenuto il mandante dell'incendio al salone di bellezza King Enes di Rogno del 18 novembre 2024. Dietro l'attentato infatti c'era proprio un giro di spaccio, quello legato alla piazza di Piancamuno che i carabinieri della Compagnia di Breno, coordinati dal giovane capitano Yuri Abbate hanno sgominato con l'operazione Grisù che ha portato a scoprire un giro di cocaina ed hashish per oltre 400 mila euro e che in queste ore ha visto l'arresto di 17 persone, il sequestro di 7 chili di hashish, quasi un chilo di cocaina ed oltre 84 mila euro in contanti. I 10 italiani (per lo più pusher, i venditori per così dire al dettaglio) i 6 marocchini (residenti quasi tutti in bergamasca e con il compito di rifornire la piazza di spaccio) e l'albanese arrestati sono accusati in concorso di traffico e detenzione di droga. Le indagini che hanno portato a sgominare l'organizzazione sono partite – grazie anche alle segnalazioni dei residenti che notavano in zona strani via vai – nell'aprile del 2024. Nella zona industriale di Piancamuno, soprattutto dopo che i carabinieri di Breno, avevano con un'operazione del giugno 2025 sgominato una banda di tunisini che operava a Boario Terme, gli affari andavano bene. L'organizzazione era perfetta. Gli italiani spacciavano al dettaglio i marocchini – residenti fra Trescore, Zandobbio e San Paolo d'Argon – rifornivano la piazza. Per documentare gli scambi i carabinieri della compagnia di Breno hanno piazzato telecamere nella zona industriale di Piancamuno, si sono avvalsi delle intercettazioni telefoniche e questo ha permesso di accertare il modus operandi e il giro d'affari degli spacciatori. Le telecamere installate dai Carabinieri, hanno documentato le modalità di spaccio, i clienti arrivano in zona in auto, in moto, a piedi, lungo vie secondarie guidati dai pusher nascosti fra la vegetazione o dietro ai muri della zona. Come detto gli affari andavano bene. I carabinieri hanno documentato anche 300 cessioni al giorno, valore 13 mila euro. Contestualmente agli arresti – quattro in flagranza – sono state eseguite anche 18 perquisizioni domiciliari con l'ausilio del Nucleo carabinieri cinofili di Orio al Serio e di un elicottero del 2° nucleo sempre di Orio. Le perquisizioni e gli arresti hanno riguardato oltre alle province di Brescia e Bergamo anche quelle di Verbania e Torino.
Commenti
Nessun commento è stato ancora pubblicato.
Condividi la tua opinione qui sotto!