Caporalato a Palazzolo

Fra macchinari e presse per la produzione di guarnizioni in gomma anche otto minori – il più piccolo di 8 anni, il più grande di 16 -. Pare che alcuni di loro lavorassero insieme ai genitori e ad altri connazionali, 15 adulti, anche dieci ore al giorno, tutti pagati due euro l'ora. Nello stesso capannone mangiavano e dormivano, in condizioni igieniche precarie con allacciamenti di fortuna a bombole del gas per cucinare e con stufe per riscaldare che non rispettano le norme di sicurezza. Non siamo nel terzo mondo, siamo nella civilissima provincia di Brescia, a Palazzolo sull'Oglio. Lo scenario di questo episodio di caporalato e sfruttamento di manodopera clandestina è un capannone di via Malogno, in località San Giuseppe, in mezzo alle case. I primi a sospettare che ci fosse qualcosa di anomalo sono stati gli agenti della Polizia locale facendo dei controlli sulla gestione dei rifiuti per conto del comune. Fiutato quanto accadeva hanno chiesto rinforzi e quindi nelle scorse ore, insieme ai carabinieri della compagnia di Chiari e a quelli del nucleo ispettorato del lavoro, è scattato il blitz. All'interno del capannone hanno trovato 23 lavoratori, tra questi gli otto minori. Sono tutti moldavi ed irregolari. Il datore di lavoro, un 30enne, anche lui moldavo, è stato arrestato. Era già stato espulso dall'Italia. Denunciata invece la 23enne rumena residente a Crema, proprietaria del capannone. Dovranno pagare anche una multa da 100 mila euro. Il capannone è stato sequestrato. Dei minori e dei loro familiari si sono fatti carico i servizi sociali del comune di Palazzolo sull'Oglio, per gli altri maggiorenni sono state avviate le procedure per la regolarizzazione o il rimpatrio. L'operazione rientra in un più ampio progetto di monitoraggio delle aree produttive della provincia e ha fatto emergere un quadro particolarmente grave.

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