Invito a contrastare i reati di codice rosso
Sempre più casi e sempre maggior difficoltà nel denunciare casi di violenza domestica. Lo si evince dai dati raccolti dai Carabinieri della Compagnia di Clusone, relativi al periodo da novembre a inizio febbraio, durante il quale gli uomini dell’arma hanno intensificato l’attività, a favore delle fasce più deboli, operando sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo. Ciò ha permesso di garantire la messa in sicurezza delle vittime attraverso procedure accelerate e con l'ausilio della "Rete Antiviolenza" territoriale. Alcuni interventi sono stati particolarmente complessi, tanto che l' Autorità Giudiziaria ha dovuto disporre dei provvedimenti urgenti: L’11 gennaio scorso a Gandino i Carabinieri hanno eseguito il trasferimento immediato in strutture protette per un minore (cl. 2011), vittima di percosse. Il 14 gennaio a Casazza analoghi provvedimenti di messa in sicurezza sono stati necessari nei confronti di una madre con i suoi quattro figli, a seguito di reiterate violenze fisiche subite. il 24 gennaio scorso, i Carabinieri di Albino hanno tratto in arresto un 51enne residente in Val Seriana, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'uomo è ritenuto responsabile di maltrattamenti e lesioni personali gravissime ai danni della moglie, aggredita violentemente il 17 gennaio nella sua abitazione di Pradalunga, costretta al ricovero in terapia intensiva in stato di coma farmacologico per alcuni giorni. E ancora il 3 febbraio a Gandino: i Carabinieri hanno dato esecuzione a un provvedimento di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare nei confronti di un indagato, con l'applicazione contestuale del braccialetto elettronico a seguito di minacce perpetrate con l'utilizzo di un'arma bianca. La mancata denuncia dei casi di violenza domestica è un fenomeno complesso e ampiamente documentato, nonostante la gravità, molte vittime scelgono di non denunciare o ritirano la querela per una serie di fattori psicologici, sociali ed economici. Dalla paura di ritorsioni, a fattori legati alla dipendenza economica e psicologica, la vergogna così come la speranza di un cambiamento. L’invito come più volte ricordato è quello di denunciare queste situazioni facendo si che le stesse non possano degenerare.
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