Sacro triduo dei morti a Gandino
Come sempre è l’imponente e suggestiva Raggiera dei maestri Caniana a caratterizzare a Gandino il Sacro Triduo dei Morti iniziato nella Basilica di Santa Maria Assunta sabato 28 febbraio e che si concluderà nella giornata di lunedì 2 marzo. In un grandioso allestimento si fondono la devozione plurisecolare di una comunità e i riti legati alle giornate quaresimali dedicate ai defunti. A dominare l’imponente struttura della chiesa, come detto è la Raggiera lignea che si erge dietro l’altare maggiore. Fu realizzata dalla bottega dei maestri Caniana, fra il 1788 ed il 1791, dopo che quella creata nel 1777 da Donato Andrea Fantoni fu ritenuta non sufficientemente maestosa. L’enorme incastellatura tocca i dodici metri di altezza e vede il Santissimo coronato da raggi con vetri policromi di Murano illuminati da lampadine elettriche secondo un’iconografia che richiama la visione dantesca di Dio. Ha un corpo centrale del diametro di cinque metri con quattro cerchi concentrici, fissato sopra l'altare maggiore. Ad esso si aggiungono le piramidi, bracci lignei che reggono 116 candele. Il tutto avvolto in un enorme drappo cremisi frutto della tradizione tessile della Val Gandino. Le celebrazioni, animate dalle riflessioni di mons. Davide Pelucchi vicario generale della Diocesi, proseguiranno fino a lunedì 2 marzo, quando alle 10.30 la concelebrazione in Basilica riunirà sacerdoti nativi, della Fraternità e che hanno prestato servizio a Gandino. Alle 15, sempre di lunedi 2 marzp sono in programma le solenni funzioni pomeridiane, accompagnate dalla Corale Luigi Canali, diretta da Marco Guerinoni con all’organo il maestro Tobia Sonzogni.
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