Referendum: sì e no a confronto
Tanta gente a Clusone per ascoltare le ragioni del sì e del no in vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Quasi al completo l’auditorium della scuola primaria per il dibattito organizzato dall’associazione culturale “Il Testimone”. A confrontarsi due costituzionalisti. Per il sì, Carlo Fusaro: ha insegnato in diverse università tra cui Pisa e Firenze, ha pubblicato numerosi lavori e partecipato a riforme politiche e amministrative nel nostro Paese. “I riformatori - spiega Fusaro - pensano che sia necessario separare del tutto, dall'inizio alla fine, le carriere dei magistrati che giudicano dalle carriere dei magistrati che accusano, perché la commissione attuale strutturalmente mette la difesa e il cittadino in condizioni di maggiore debolezza. Per fare questo la legge di revisione costituzionale prevede due Csm: uno per gli uni e uno per gli altri. In più, prevede un'alta corte disciplinare, la quale serve a far sì che anche i magistrati che sbagliano debbano in qualche modo risponderne”. Per il no è intervenuta Barbara Pezzini: insegna Diritto Costituzionale all’Università di Bergamo e si occupa anche di tematiche relative al Consiglio Superiore della Magistratura e alle riforme istituzionali. “Il Csm, che è l'organo sul quale questa riforma interviene, in Costituzione è stato pensato e configurato a garanzia dell'indipendenza della magistratura dal potere politico - sottolinea Pezzini -. Inevitabilmente lo spezzettamento in tre diversi organi presenta il rischio di indebolimento della magistratura. Un rischio che non possiamo sottovalutare avendo spesso in forme diverse delle evidenze del fastidio che il potere politico prova nell'agire della magistratura che è un agire di applicazione della legge”.
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