Maltrattamenti, rapine e furti
Subiva maltrattamenti da parte del fratello affetto da patologie psichiatriche. Per una 34enne è scattato così il codice rosso e il fratello, di 30 anni, è stato collocato in una casa di cura e custodia. La misura è stata adottata dai carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Zogno che la sera del 07 marzo sono intervenuti presso un'abitazione di Caprino Bergamasco in seguito ad una violenta lite familiare. Secondo la ricostruzione dei militari, l'uomo, già noto alle Forze dell'Ordine, aveva aggredito fisicamente la sorella che viveva con lui, anche lei affetta da problemi psichiatrici. Tutti e due i fratelli sono stati portati dal 118 in ospedale per accertamenti e i carabinieri, coordinati dalla Procura di Bergamo e seguendo la procedura del “codice rosso”, hanno denunciato il 30enne per maltrattamenti in famiglia. Valutata la pericolosità sociale del 30enne, che altre volte in passato avrebbe maltrattato la sorella, il GIP del Tribunale di Bergamo ha emesso un'ordinanza di misura di sicurezza provvisoria del ricovero presso una casa di cura e custodia, eseguita dai carabinieri di Cisano che hanno trasferito l'uomo dal reparto di psichiatria dell'Ospedale "Papa Giovanni XXIII" di Bergamo, dove era ricoverato, alla R.E.M.S. Nel bresciano invece, i carabinieri Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno eseguito due arresti per rapina nei confronti di due minori. Il 13 marzo è stato arrestato un cittadino senegalese per tentata rapina. L'uomo avrebbe avvicinato un minore in Corso Bazoli e lo avrebbe minacciato con un martelletto frangivetro per farsi consegnare del denaro. Quando il giovane ha opposto resistenza, l'uomo si è dato alla fuga, ma i carabinieri, giunti sul posto in pochi minuti, lo hanno rintracciato nei pressi della fermata della metro “San Paolino” e lo hanno trovato in possesso dell'arma. Avrebbe tentato di rapinare un minore anche l'egiziano arrestato a Brescia lunedì 9 marzo. L'uomo, nei pressi dell'istituto scolastico Golgi, avrebbe strappato con violenza una collana d'oro dal collo della vittima e gli avrebbe sferrato anche un pugno al volto per assicurarsi la fuga. Il pronto intervento dei carabinieri ha permesso di bloccarlo poco dopo e di restituire la refurtiva alla vittima. Inoltre, nella serata di venerdì 13 marzo, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Brescia hanno arrestato in flagranza un cittadino rumeno sorpreso a caricare 100 chilogrammi di cavi di rame nella propria autovettura all'interno dell'area dell'ex ditta Caffaro. La refurtiva è stata restituita al proprietario, mentre le indagini proseguono per identificare altri due complici.
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