Umberto Bossi e il legame con la Valle Camonica
A Ferragosto le sue idee lanciate dal palco del Palazzetto dello Sport di Ponte di Legno riempivano le prima pagine dei quotidiani nazionali e la sua presenza in alta Valle Camonica, ospite presso il Castello di Ponte di Legno dall’amico e cofondatore della Lega Nord Bruno Caparini, destava grande curiosità tra turisti e residenti. Erano gli ‘90 e fino ai primi anni 2000, i comizi ferragostani durante le vacanze estive del Senatùr, portavano la Valle Camonica alla ribalta della politica nazionale. L’amicizia tra lo storico segretario federale del Carroccio- della Lega Lombarda prima, della Lega Nord poi e fino alla sua scomparsa il 19 marzo all’età di 84 anni nel ruolo di Presidente Federale a vita - con Bruno Caparini, tra i protagonisti della nascita del movimento autonomista lombardo e fondatore della sezione della Lega in Valle Camonica, scomparso nel 2024 all’età di 84 anni, ha contribuito alla spinta indipendentista del territorio camuno di quegli anni. Il suo linguaggio diretto e la capacità di parlare alla pancia delle persone, sono stati i tratti che hanno contraddistinto un nuovo modo di fare politica che faceva del fautore del secessionismo della Padania contro ”Roma Ladrona”, spesso ritratto in canotta bianca e sigaro in bocca, un uomo vicino alla gente. Sette volte deputato, due volte senatore e tre volte Ministro nel Governo Berlusconi, più volte intervistato ai nostri microfoni durante le trasferte in terra camuna, il leader leghista aveva fatto anche tappa negli studi di Piuvallitv a Darfo B.T nei panni di Ministro, carica che lascerà in seguito ai suoi problemi di salute, optando per un posto all’Europarlamento, fino al crepuscolo dell’era di Umberto Bossi ai tempi del cosiddetto cerchio magico nato per proteggere il leader dopo la malattia e fino a quando nel 2012, travolto da inchieste giudiziari, si dimette da segretario federale del partito da lui fondato nel 1984, lasciando spazio all’ascesa di Matteo Salvini. Lascerà un’eredità politica che leghisti di primo corso come Bono Maroni o Roberto Calderoli porteranno avanti così come tanti militanti e lascerà questioni irrisolte, come quella del federalismo, che hanno caratterizzato il dibattito politico italiano.
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