Bossi, il ricordo di Caparini
Era il 1989 quando Umberto Bossi saliva per la prima a Ponte di Legno e dava inizio con l’amico Bruno Caparini alla grande famiglia della Lega. Un’amicizia nata nell’87 e proseguita con la fondazione del partito e che ha portato il padre del Carroccio durante i suoi soggiorni di Capodanno e ferragosto presso il castello di Ponte di Legno a lanciare, prima in una piccola sala con poche persone, poi in un palazzetto dello sport gremito di persone, le battaglie del nord. Sigaro in bocca e canottiera bianca, trent’anni fa parlava di globalizzazione, di immigrazione selvaggia, dei pericoli dell’Europa, anticipando il pensiero liberale di Berlusconi, prevedendo le sfide della politica del futuro e avvicinando alla politica, da uomo del popolo, molti giovani. Sette volte deputato, due volte senatore e tre volte Ministro nel Governo Berlusconi e infine anche europarlamentare, Umberto Bossi, nonostante l’ictus cerebrale che nel 2004 lo colpì quando era Ministro per le Riforme, è rimasto fino alla fine una figura centrale della politica italiana e uno degli uomini più emblematici e controversi della Seconda Repubblica.
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