Valentina Sarto uccisa con 19 coltellate
Diciannove coltellate, due fendenti profondi sulla giugulare, hanno posto fine alla vita di Valentina Sarto . Per la povera donna di 41 anni brutalmente uccisa dal marito Vincenzo Dongellini nella loro abitazione di via Pescaria a Bergamo, si è rivelato un vero e proprio mattatoio. Per Valentina era una storia d’amore, tanto da subire violenze e proteggere il suo amato. I fatti però raccontano una storia diversa, una relazione scandita di bugie e di falsità. “Per sei anni lui ha fatto passare per nipoti i due figli.avuti da una precedente relazione, mentendole”, per poi confessarlo, così come raccontato dalla madre. L’uomo era disoccupato e da tempo soffriva di depressione: assumeva calmanti e medicine prescritte dallo psichiatra. I due stavano insieme da oltre dieci anni e si erano sposati nel maggio del 2025. Proprio dopo quel momento sono iniziate le violenze. Poco prima di morire, Valentina aveva trovato la forza di confessare al marito che non lo amava più. Ma lui, dopo ogni violenza, continuava a chiederle un’altra possibilità. Da inizio febbraio la donna aveva iniziato una nuova relazione. Il nuovo compagno l’aveva portata dai carabinieri per chiedere informazioni sulle pratiche di denuncia, che lei non ha voluto fare, nella speranza che qualcosa cambiasse. Con lui Valentina stava bene, si sentiva protetta, al sicuro. Il resto è purtroppo cronaca che non avremmo mai voluto raccontare. In 700, secondo la Questura, hanno risposto nella serata di venerdi alla fiaccolata organizzata a Bergamo dal Comune e della Rete antiviolenza Bergamo-Dalmine.
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