Commosso ultimo saluto a Valentina
Parole commosse quelle pronunciate nella chiesa di Borgo Santa Caterina a Bergamo durante i funerali di Valentina Sarto, la 41enne uccisa con diciannove coltellate dal marito Vincenzo Dongellini mercoledì scorso, nell’abitazione dove vivevano insieme in via Pescaria. Centinaia di persone erano presenti sia all’interno che all’esterno della chiesa per assistere alle esequie, celebrate dal parroco di Borgo Santa Caterina e dal collega di Valtesse, don Giampaolo Tironi. La comunità si è stretta compatta, come a voler proteggere ciò che resta. Anche la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, era presente per rendere omaggio a Valentina e ai suoi cari. Nei giorni scorsi aveva definito la tragedia di via Pescaria un “dolore terribile e una ferita profonda per la città di Bergamo. In momenti come questo, al dolore si uniscono rabbia e senso di impotenza: ancora una volta, tutto avviene tra le mura domestiche, all’interno di una relazione di coppia, nel luogo che dovrebbe essere di cura e sicurezza”. Nessuno dei familiari di Valentina Sarto crede alla versione che Vincenzo Dongellini ha fornito sabato al gip nell’udienza di convalida, peraltro ritenuta inverosimile dallo stesso giudice. “Quello che ha detto non sta né in cielo né in terra”, commenta la mamma Lia, così come il marito Antonio che lunedì è entrato nella casa del commiato portando 50 rose blu per Valentina, le sue preferite. Anche due amiche, che preferiscono mantenere l’anonimato, hanno sostenuto che Vincenzo “si è dimostrato un grande manipolatore, presentandosi come la persona che non era. Tante volte lui faceva la vittima, dicendo che Valentina aveva il cuore di ghiaccio, ma alla fine si è dimostrato il contrario: è stata lei la vittima che ha mostrato di avere il cuore buono fino alla fine”.
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