L’Arcivescovo Rudelli accreditato alla segreteria vaticana
Una serie di voci che in questi giorni stanno rimbalzando insistentemente da Piazza San Pietro fino a Piazza Vecchia a Bergamo, vedono protagonisti nomi noti. A cominciare da quello del gandinese Paolo Rudelli, accreditato, o per meglio dire in pole position per ricoprire l’incarico di Sostituto per gli affari della Segreteria di Stato. Per lui, definito “umilissimo e intelligentissimo”, un ruolo cruciale nella composita gerarchia del Vaticano, in quanto una delle persone più influenti della curia romana. A lui verrebbero attribuire funzioni chiave nel coordinamento interno dell’apparato vaticano e nella gestione ordinaria della Santa Sede. Spetta a lui guidare la prima Sezione della Segreteria di Stato del Papa e favorire i rapporti con i vari dicasteri della Curia Romana. Non solo, ma anche redige e spedire le costituzioni apostoliche, le lettere decretali, le lettere apostoliche, le epistole e gli altri documenti, espletando tutti gli atti riguardanti le nomine che nella Curia romana e negli altri organismi dipendenti dalla Santa Sede che devono essere compiute o approvate dal Papa. Tutto questo e altro potrebbe presto divenire compito del 56enne arcivescovo bergamasco, che vanta un curriculum lunghissimo. Dopo la maturità classica nel Seminario di Bergamo, Il 4 ottobre 2019 in San Pietro è stato ordinato arcivescovo da Papa Francesco, che a gennaio 2020 gli aveva conferito la nomina di nunzio apostolico dello Zimbabwe, mentre nel 2023 era partito, sempre come nunzio, per la Colombia. Sarà ora il nunzio apostolico a raccogliere le indicazioni territoriali per la nomina del nuovo vescovo di Bergamo, essendo che la prossima estate, monsignor Beschi compirà 75 anni e andrà in pensione.
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