L'appello della madre di Pamela Genini
Per quali ragioni? Soldi? Feticismo? Riti satanici? Nel fascicolo aperto dagli inquirenti regna il mistero sulle motivazioni che hanno portato all’effrazione del feretro e alla sparizione della testa dI Pamela Gerini, dal piccolo cimitero di strozza, La ragazza, ricordiamo venne uccisa il 14 ottobre scorso a Milano dal suo ex Gianluca Soncin, da allora in carcere. Una delle piste più accreditate risulterebbe essere quella del denaro che Pamela avrebbe custodito per conto di altri e del quale adesso, dopo la sua morte, qualcuno vorrebbe rientrare in possesso anche attraverso gesti intimidatori. A questo si aggiungerebbero le minacce giunte in questi mesi alla famiglia della 29enne defunta, anche se i parenti, tramite i loro legali, hanno precisato di non averne mai ricevute. La madre di pa,ela e il suo compagno nei giorni scorsi sono stati ascoltati come persone informate sui fatti dai carabinieri dei nuclei investigativi di Bergamo e Zogno ed è possibile che qualche domanda sul tema sia stata loro posta. Così come non è escluso che a breve il pm disponga indagini patrimoniali, a cominciare dal conto corrente di Pamela e da eventuali cassette di sicurezza a lei riconducibili. Francesco Dolci, impresario edile di Sant’Omobono ed ex fidanzato di Pamela, non fa invece mistero delle intimidazioni ricevute. In caserma, al cospetto dei carabinieri, ha parlato di possibili coinvolgimenti della 29enne con personaggi poco cristallini. Non trascurata anche la pista del raid feticistico. C’è un particolare a corroborare l’ipotesi: il silicone con cui l’autore ha prima ricomposto la lastra zincata della bara e poi sigillato quella in pietra che chiude il loculo, è una premura che mai un altro movente avrebbe suscitato. Chi avesse, ad esempio, agito a scopo estorsivo, non avrebbe sprecato preziosi minuti in questa operazione, sottraendo tempo prezioso alla fuga ed esponendosi al rischio di essere smascherato. Difficile quindi l’opera degli inquirenti impegnati su più fronti.
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