Con il presidente per la festa dell'indipendenza

La guerra in Bosnia nei primi anni '90 ha provocato la migrazione di decine di migliaia di persone. Dei circa 68 mila profughi che hanno raggiunto l'Italia circa 1600 hanno trovato casa e accoglienza tra la Valle Camonica ed il Sebino ed ora formano una comunità ben integrata. I gruppi più numerosi fra Darfo e l'alto Sebino, Costa Volpino e Rogno dove hanno dato vita ad una associazione Ljiliam che ha sottoscritto un patto di amicizia con otto comuni: Angolo Terme, Darfo Boario Terme, Costa Volpino, Piancamuno, Sovere, Sellero e Rogno dove nel 2022 è stato inaugurato il primo monumento fuori dalla Bosnia dedicato al massacro di Srebrenica dell'11 luglio 1995 (8 mila 372 morti). Ogni anno in occasione del ricordo di Srebrenica viene organizzata una marcia della pace. In questi giorni, invece, la comunità bosniaca ha festeggiato a Darfo la festa dell'indipendenza accogliendo per la seconda volta il presidente della Bosnia Erzegovina che era già stato in Valle per l'inaugurazione del monumento. Il presidente Komsic è stato accolto al centro congressi di Boario Terme dalla comunità bosniaca e dal sindaco di Darfo Boario Terme. Presenti anche altri membri del parlamento bosniaco, i sindaci dei comuni che hanno siglato il patto di amicizia con Ljliam e altri amministratori bosniaci. Il presidente ha ricordato l'importanza della ricorrenza e ha ringraziato la Valle Camonica e l'Italia per aver accolto i suoi connazionali. In Valle Camonica e sul Sebino, intanto, l'associazione Ljiliam ha ancora tanti progetti.

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