Il comune di Darfo acquista il comparto termale

Il Consiglio comunale di Darfo Boario ha approvato il provvedimento di acquisto delle Terme di Boario: dopo l'acquisto del parco, da parte del Comune, nel 2010, e del Parco Alto nel 2020, ora il comune mette mano al comparto termale e al Centro Cure. Il progetto dell'Amministrazione comunale è stato illustrato nel Consiglio comunale dal Sindaco Dario Colossi e dall'assessore al Turismo Giuseppe Dadà. Il programma è l'acquisto completo dal gruppo Trombini, attuale proprietario, entro il 31 gennaio 2027 per una cifra di 6 milioni. Il piano economico-finanziario dell'operazione prevede 3 milioni e 900mila euro dal Bim con un protocollo d'intesa, disponibili nel primo semestre del 2027; mentre i rimanenti 2 milioni e 100mila euro con un mutuo previsto il bilancio. La proposta è stata approvata con i soli voti della maggioranza, con l’astensione compatta delle minoranze. Il Comune di Darfo Boario Terme ha così ricevuto il mandato a proseguire sulla strada dell’acquisizione per rilanciare il settore da cui dipende il nome della città, dievntando così proprietario del centro cure Violati, della Spa, dei parcheggi, del grand Hotel Terme (da ristrutturare completamente) e di quella parte di parco alto ancora privata. Quindi, con un bando europeo, cederà l'intero complesso ai nuovi gestori. Nei prossimi 20 anni la missione sarà turistico-termale, universitaria di montagna su tutte le stagioni, dello sport e dei grandi eventi, della cultura, della rete sanitaria, ha dichiarato il Sindaco Colossi, a cui ha fatto eco l'Assessore Giuseppe Dadà affermando che si tratta di “Un treno che non va perso”. Il percorso nel suo insieme è delineato; i passaggi sono comunque complessi in quanto prevedono l’acquisizione e l’acquisto degli asset e delle attività economiche e la definizione del progetto. L’operazione va perfezionata entro il 31 gennaio 2027, con l’attuale proprietario che garantisce la continuità aziendale fino al 6 gennaio 2027. Critiche le opposizioni in consiglio comunale in quanto i tempi prospettati sarebbero troppo stretti, per Francesco Abondio che però la ritiene una responsabilità da assumere. «Progetto complesso», per Francesca Benedetti. «Un precedente pericoloso» invece per Giacomo Franzoni che ha sottolineato che il comune va ad acquistare un’azienda con un utile lordo negativo di 100mila euro all’anno: «stiamo acquistando un debito -ha detto Franzoni-, e sarà l’ennesima scommessa persa come l’hotel Mina, con altre criticità quali la gestione del parco di Luine fino al bistrot del lago Moro. Nell’operazione è prevista anche la chiusura dell’accordo di programma aperto nel 2010 con Provincia, Comunità montana e Regione che aveva supportato il privato nel rilancio delle terme.

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