A giudizio il killer di Valentina Sarto
A quasi tre mesi dall’omicidio di Valentina Sarto, 41 anni, avvenuto il 18 marzo in Valtesse a Bergamo, la Procura ha chiesto il giudizio immediato per il marito Vincenzo Dongellini, 49 anni, accusato di averla uccisa con 19 coltellate nella loro abitazione. La prima udienza è fissata per il 15 settembre davanti alla Corte d’Assise di Bergamo. Il caso rappresenta una novità giuridica importante: sarà il primo processo nella provincia di Bergamo ad applicare il nuovo reato autonomo di femminicidio, introdotto dalla Legge 181 del 2025, che prevede l’ergastolo per chi uccide una donna per motivi di dominio, controllo, odio o rifiuto della fine di una relazione. La Procura ritiene le prove particolarmente solide, tanto da richiedere il giudizio immediato, procedura che consente di saltare l’udienza preliminare e andare direttamente al processo. Dongellini, detenuto nel carcere di Monza, è stato interrogato più volte durante le indagini. Secondo l’accusa, il delitto sarebbe maturato in un contesto di crescente gelosia e controllo ossessivo da parte dell’uomo dopo la decisione della moglie di interrompere il matrimonio. Gli investigatori descrivono settimane di telefonate insistenti, pedinamenti, controlli, minacce, aggressioni fisiche e comportamenti manipolatori. Oltre al femminicidio, la Procura contesta tre aggravanti: Maltrattamenti, per le presunte violenze e persecuzioni subite dalla vittima, rapporto coniugale, poiché il delitto sarebbe stato commesso ai danni della moglie convivente e minorata difesa, in quanto la donna sarebbe stata aggredita di notte, in camera da letto, mentre era sola e in una condizione che limitava le possibilità di difendersi o fuggire. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’omicidio sarebbe stato l’epilogo di una relazione degenerata in controllo, possessività e violenza.
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